LARINO. Messa vespertina di Ognissanti nella basilica concattedrale frentana. Una celebrazione che è coincisa con il ritorno della statua del santo patrono Pardo nella sua nicchia in sagrestia sulle note dell’inno che da secoli accompagna la devozione dei larinesi per il vescovo del Peloponneso che Dio volle protettore di questa città e dell’intera diocesi.













Ad officiare la liturgia, il nunzio apostolico in Giappone, monsignor Leo Boccardi. Un ritorno a Larino, nella sua Larino che lo vide, lui nato a San Martino in Pensilis, appena dodicenne frequentare il seminario, primo della cristianità, e qui coltivare quella vocazione al servizio, ai fratelli che poi l’ha accompagnato nella scelta di diventare sacerdote, nel ministero episcopale di vescovo e da decenni uno degli ambasciatori della chiesa nelle terre che i Pontefici hanno scelto per lui.
E’ toccato a Don Claudio Cianfaglioni, all’inizio della Messa, portare a monsignor Boccardi i saluti dell’intera comunità cittadina, una comunità che annualmente per grazia di Dio lo accoglie sempre volentieri a riprova di un legame decennale che lega sua eccellenza a Larino e alla sua meravigliosa cattedrale.
“Ritorno in questa cattedrale sempre volentieri – ha affermato monsignor Boccardi – un luogo molto importante per tutti noi dove è cresciuta la nostra fede. Ricordo quando servivo la messa a monsignor Micci e tutto mi sembrava bello. Oggi è la festa dei santi. Questa festa ci lascia un messaggio importantissimo ossia l’universale vocazione alla santità. Tutti i cristiani sono chiamati alla santità ed i frutti della salvezza di Gesù sono i santi. Pardo, Primiano, Firmiano, Casto, Leo, Adamo, Timoteo e Basso certo ma, i santi di Dio sono una moltitudine immensa che nessuno può contare. I santi sono coloro che hanno trovato un tesoro nascosto nel campo ed hanno venduto tutto per avere quel tesoro, sono Zaccheo a cui Gesù ha detto oggi verrò da te. Sono tutti quelli che hanno scelto di seguire Gesù. Celebriamo oggi tutto il mistero della chiesa. Tutti coloro che vivono in Paradiso, nel giardino di Dio. Tutti quelli che hanno sulla loro fronte il sigillo del Dio vivente”.
Monsignor Boccardi poi ha aggiunto: “La santità non è per pochi. Penso alle mamme, ai papà, alle persone malate loro sono santi. Dobbiamo portare frutto lì dove siamo stati seminati. I santi hanno fatto una scelta definitiva e coraggiosa ossia seguire Gesù. Il modello da seguire è Cristo”.
Poi il nunzio apostolico ha ricordato le sue missioni, prima in Uganda terra di martiri, poi in Iran ed ora in Giappone. In una terra dove solo grazie a san Francesco Saverio, il più grande missionario della storia (n.d.r.), esiste ancora una comunità di cristiani che ha saputo resistere per secoli alle persecuzioni. Rivolgendosi ai tanti larinesi presenti poi monsignor Boccardi ha toccato il cuore leggendo uno dei canti tanto cari alla comunità larinese ossia la Carrese ‘tocca, carriero mio, ‘ssu carre d’amore’ ed ha, infine, ricordato come sia bella la compagnia dei santi, come lo stesso san Pardo sia osannato in compagnia degli altri santi.
Dopo l’omelia, la consacrazione, i riti di comunione e la benedizione, la celebrazione si è chiusa con l’incensazione del busto di San Pardo e la processione all’interno della basilica con le reliquie, fino alla sagrestia dove nella quotidianità dei giorni, è custodito mentre nelle navate risuonava l’organo con le note dell’inno.
In sagrestia monsignor Boccardi ha poi incontrato la gente e si è soffermato a ricordare episodi della sua adolescenza salutando tutti con quella inconfondibile grazia che lo contraddistingue e ne fa da decenni uno dei diplomatici vaticani, tra i più apprezzati.